

34. Il ruolo del ceto medio.

Da: L. Salvatorelli, Nazionalfascismo, Einaudi, Torino, 1977; G.
Salvemini, Diario degli anni 1922 e 1923. Fascisti e generali, in
Il Mondo, 14 ottobre 1958.

Un importante punto di riferimento per la ricostruzione del
periodo fascista  rappresentato dalle opere di due studiosi che
hanno vissuto durante quegli anni, Luigi Salvatorelli e Gaetano
Salvemini. Entrambi, nei passi che qui riportiamo, evidenziano
come l'insoddisfazione, la frustrazione e la paura del ceto medio
abbiano svolto un ruolo determinante per l'avvento del fascismo.


Il fascismo rappresenta la lotta di classe della piccola
borghesia, incastrantesi fra capitalismo e proletariato, come il
terzo fra i due litiganti.  .
Detto questo,  insieme spiegato il fenomeno della duplicit
contraddittoria, delle due facce, delle due anime, che tanto
ha dato da fare ai critici del fascismo. In realt il fascismo 
uno; ma appunto perch si contrappone contemporaneamente a due
forze sociali tra loro opposte - anche se complementari - esso
acquista connotati differenti secondoch lo si guardi nella sua
impostazione anticapitalistica o in quella antiproletaria. Parlare
di anticapitalismo fascista parr un assurdo a molti, persino ai
fascisti; eppure esso  una realt: si ricordino le dichiarazioni
esplicite e frequenti, nel campo fascista, contro la plutocrazia,
la borghesia, le vecchie classi dirigenti, dichiarazioni che si
accordano cos bene con le origini e l'attivit passata della
maggior parte dei capi fascisti, e che si avrebbe assolutamente
torto a considerare come opportunistiche ed ipocrite. [...] E oggi
noi vediamo il sindacalismo fascista mostrare chiaramente la
tendenza ad assorbire le organizzazioni padronali, industriali ed
agrarie, che  quanto dire tentar di sopprimere l'organizzazione
sindacale del capitalismo; mentre i teorici e i polemisti del
fascismo affermano, pi risolutamente che mai, dover la Nazione e
lo Stato nazionale assorbire e sopprimere le classi: quella
capitalistica non meno di quella proletaria. .
Se, tuttavia, la lotta fascista si  svolta, finora,
prevalentemente - o addirittura esclusivamente, per ci che
riguarda i risultati specifici effettivi, almeno nel campo
economico-sociale - contro il proletariato, ci  dipeso da una
quantit di cause: psicologia piccolo-borghese; pi avversa, nel
momento della efflorescenza operaia postbellica, ai proletari che
ai capitalisti; presunta imminenza, nel dopoguerra italiano, della
rivoluzione proletaria, giudicata pertanto come il pericolo pi
urgente; ferrea coercizione delle realt materiali, costringenti a
cercare appoggio nel capitalismo contro il proletariato, e ad
approfittare della tolleranza e della connivenza statali, assai
pi facili ad aversi contro il secondo che non contro il primo;
infine, il patriottismo piccolo-borghese, naturalmente
rivolgentesi, nella sua grossolanit impulsiva e nella sua
retorica miope, contro il proletariato che pareva negare la
patria, mentre l'alta borghesia aveva avuto sempre l'accortezza
non solo d'affermarla, ma di identificarsi con essa. .
Con questo siamo giunti al punto decisivo nel processo di
cristallizzazione del fascismo; e cio all'adozione, come propria
idea centrale, del mito nazionalista da parte dei piccolo-
borghesi, e quindi alla identificazione di nazionalismo e
fascismo. .

Se non ci fu il pericolo obiettivo di una rivoluzione comunista,
ci fu la minaccia verbale da parte dei socialisti; ci fu la paura
subiettiva nelle classi possidenti; ci fu la irritazione in tutte
le persone di buon senso per i disordini senza scopo; ci fu la
scempiaggine socialista, che maltrattando e insultando i giovani
tornati dalla guerra, quasi che fossero colpevoli di non essere
scappati, scimmiottando Lenin nella lotta contro gli
intellettuali, respinse verso destra moltissimi elementi, i quali
non domandavano se non di andare a sinistra. [...] .
La paura della rivoluzione e la irritazione per i disordini
continui e per le violenze verbali spiegano come si sia formato in
tanta parte della giovent del medio ceto lo stato d'animo
antisocialista, da cui  nato il fascismo.
